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Bachelorette

Una bellissima coppiaForse il ricordo dell’estate finita o forse solo per prendere l’ultimo sole autunnale ma mercoledì sono uscito dall’autostrada e sono andato a pranzo ai G. prima della spiaggia della B.Non c’era molta gente, qualche operaio che stava uscendo e un gruppo di cacciatori un po’ allegri, visto che il pranzo era solo una scusa mi sono seduto su un tavolino fuori con un caffè ed il giornale locale.Dopo una decina di minuti è arrivata una Golf con una coppia sulla cinquantina, vestiti da città non certo per un giro in spiaggia, lui con un vestito blu e lei in gonna con un lungo cappotto nero e un foulard .Ci siamo guardati e salutati con un buongiorno di mera cortesia ma nulla di più, il lui entrò e lei rimase fuori per fumare dandomi le spalle, dopo un attimo lui uscì con due prosecchi e si misero a sedere nel tavolo a lato del mio, ce ne sono solo 4 in inverno.Lei rivolta verso di me con le gambe accavallate, chiusa nel suo cappottone e con le sue belle scarpe in mostra, lui intento a guardare il nulla.Il tempo passava e il giornale era all’ultima pagina quando, dopo essersi detti qualcosa a bassa voce il marito si alzò per rientrare nel ristorante e lei allentandosi la cintura del cappotto fece uscire una splendida, minigonna nera che non riusciva a coprire la fine dell’elastico delle autoreggenti e una camicetta bianca coperta ancora dal foulard.La cosa diventava all’improvviso interessante, percorsi con gli occhi tutta quella bellezza e giunto ai suoi occhi le sorrisi, ricambiato.Nessuna parola ma lei con una mano copriva le gambe con un lembo del cappotto lasciando in bella vista solo il lato dalla mia parte che si era scoperto ancora di più lasciando libero tutto l’elastico della calza e una parte della coscia.Oramai il gioco incominciava.Il ritorno del canlı bahis marito coincise con l’apertura del foulard che mise a nudo un bel collo ed il colletto della camicia chiusa dal cappotto.Attaccai discorso: “gran bella giornata ideale per un prosecco seduti fuori, penso proprio che vi ruberò l’idea”(tristissimo)Entrambi sorrisero e aggiunse lei:” perfetto anche per fumare” alzandosi a prendere il portacenere sul mio tavolo.Nel movimento il cappotto si aprì mettendo a nudo la gonna oramai sollevata quasi all’inguine e la camicetta aperta tanto da far vedere i seni ed i capezzoli liberi da alcun indumento intimo.s**ttai anch’io per porgerlo ma era uno s**tto talmente rallentato dal guardare che quasi non mi fece muovere.Oramai ero in piedi e fatte le doverose presentazioni, Eva e Carlo, mi recai a prendere il prosecco, anzi tre.Quando mi ripresentai con i bicchieri in mano, Eva allargò le gambe facendo aprire il cappotto, mettendo in mostra la fica depilata e si mise a ridere dicendo “questa si che è una splendida idea”Non potei che rispondere “ entrambe” (sempre più triste come dialogo)Carlo di spalle al locale si tirò fuori l’uccello, tanto il parcheggio era vuoto ed Eva glielo prese in mano segandolo, lei era a proprio agio e sembrava condurre il gioco con maestria ed esperienza.Dopo un paio di minuti Carlo mi disse:” noi si va a fare una passeggiatina in spiaggia”“se non disturbo vi accompagno, il mare è splendido in questa stagione” Altro non mi era venuto però non servivano tanti discorsi.Pagato si era pagato e salimmo sulle nostre vetture ed imboccammo il lungo rettilineo di strada bianca che conduceva al parcheggio della spiaggia.Arrivati si fermarono davanti al capanno e ci incamminammo verso la pineta, Carlo aveva un sacchetto in mano, non parlavano ed Eva era bahis siteleri in chiara difficoltà vista la sabbia e i tacchi alti, io li seguivo in silenzio.Arrivati a metà della piccola pineta davanti a un pezzo di staccionata Carlo si fermò e con un tono perentorio, diverso da prima si rivolse ad Eva:” fermati, cazzo dove credi di andare con quelle scarpe da troia ? Spogliati e fai vedere quanto vacca sei” Eva si fermò senza alzare gli occhi e si tolse il cappotto appoggiandolo sulla staccionata.Si doveva essere tolta la gonna e la camicetta in macchina ed ora era solo in autoreggenti, il seno un po’ pesante era però splendido così come la sua larga fica.“Girati e metti le mani sulla staccionata” gli intimò Carlo tirando fuori dal sacchetto un tubetto di lubrificante ed un cazzone di gomma che però mise nella tasca del cappotto.“Apriti il culo” le ordinò “ e fai vedere al nostro amico il buco rotto”Senza dire parola Eva aprì il culo con le mani e sempre piegata si fece spalmare il lubrificante.Carlo si aprì i pantaloni e tirò fuori il cazzo e mi disse “tirati fuori il cazzo che alla troia le piace ed avvicinati a vedere il suo culo che si apre”Non me lo feci dire due volte e con il cazzo in mano guardai l’inculata.Carlo le dava dei colpi duri ed Eva ansimava mentre i suoi seni ondeggiavano“senti come gode questa vacca, dai dicci se ti piace”Con voce roca Eva disse:” si mi piace”“cosa ti piace?”“essere inculata”“perché chi sei?”“ una troia, la tua troia”“più forte troia, non ti sento”“ MI PIACE ESSERE INCULATA, PERCHE’ SONO UNA VACCA”Carlo soddisfatto la inculò con colpi ancora più profondi e vigorosi, poi tirò fuori il cazzo e preso il vibratore dalla tasca glielo mise tutto dentro il culo.“Ora girati e leccami il cazzo”Eva si girò e lo prese in bocca“e non provare a perdere bahis şirketleri il vibratore se no son guai”Carlo mi fece avvicinare“dai succhia anche il suo, troia”Me lo prese in bocca ed iniziò a leccarmelo“leccagli anche le palle”Eva ubbidìAd un certo punto un rumore ci distrasse, ma Carlo fu ferreo “continua vacca che se viene qualcuno ti faccio inculare anche da lui”Dopo ancora qualche minuto Carlo mi disse:” non ti conosciamo ancora quindi oggi la vacca non berrà la tua sborra, dimmi quando sei pronto”Annuii e gli dissi:”quando vuoi tu”“mi piace questo ragazzo e mi pare che piaccia anche alla mia cagna. Ora gli sborriamo in faccia” ed incominciò a schizzare seguito da me.Eva li prese in mano e si spalmò usandoli da pennelli.Carlo fece un paio di passi e si mise a fare pipì mentre io con il cazzo floscio ancora in mano la guardavo in ginocchio con gli occhi chiusi, con il viso ricoperto di sborra e un cazzo in gomma in culo.Quando Carlo finì, la chiamò:” stronza vieni a pulirmi l’uccello, Eva andò da lui camminando a piccoli passi per non perdere il vibratore non lo prese in bocca ma lo leccò avidamente Finito il lavoretto le disse:“ora pulisci il suo, che muori dalla voglia, brutta vacca”Mentre Eva era chinata sul mio cazzo, lui le tolse il vibratore e quando mi finì glielo mise in bocca.“forza lecca troia, non vorrai rinunciare a sentirti”Non se lo fece ripetere, con due mani se lo manovrava in bocca lanciando mugolii.“Che vacca che sei”Carlo glielo tolse dalla bocca e lo rimise nel sacchetto.Il mio cazzo si era indurito di nuovo ma Carlo disse che non avevano tempo e dovevano andare via.Eva si ripulì il viso con delle salviette e ci incamminammo verso le macchine.Giunti, il tono di Carlo cambiò tornò gentile e sorridente ed anche Eva ricominciò a parlare ed a ridere. Ci scambiammo i numeri di telefono e ci salutammo.In macchina con il cazzo ancora duro ripensai a loro e gli feci i complimenti giocavano ad un loro gioco con divertimento e passione e ….si amavano.Bello veramente bello

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